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Palazzo Ducale
Federico commissionò il suo Palazzo durante la seconda metà del XV secolo quando cioè era già signore della Massa Trabaria con capitale Sant’Angelo in Vado e del Ducato con capitale Urbino. Non è un caso che sulla Facciata dei Torricini troneggi l’aquila rivolta verso l’antica strada che collegava Sant’Angelo ad urbino.
Architetti ideatori e creatori di un Palazzo che fu esempio per le costruzioni successive furono: Maso di Bartolomeo per la parte più antica ossia l’Appartamento della Iole, Luciano Laurana per il Cortile d’Onore, lo Scalone, l’Appartamento di Federico da Montefeltro e la Facciata dei Torricini, ed infine Francesco di Giorgio Martini per l’Appartamento della Duchessa, i Sotterranei e la Facciata ad Ali. Il Palazzo terminava al primo piano con una merlatura ghibellina indice dell’atteggiamento antipapale dei Montefeltro mentre ora si compone di due piani, il secondo fu eretto per volontà dei Della Rovere da Girolamo Genga che ne inglobò la merlatura ghibellina.
Federico fu un grande uomo di cultura che fece del suo Palazzo un crocevia di uomini illustri e pensieri, la cultura divenne lo stile di vita della città ed il Palazzo la culla del Rinascimento italiano. A testimonianza dell’importanza del ruolo della cultura al piano terra, entrando a sinistra, Federico fece collocare la sua Biblioteca che contava 20.000 libri. La Biblioteca più importante a livello nazionale. Purtroppo ora di quella Biblioteca non resta che le tracce disegnate sui muri di quegli scaffali che ospitavano i manoscritti, dopo la morte di Francesco Maria II nel 1631 la Biblioteca federiciana lasciò Urbino per approdare a Roma nella Biblioteca vaticana costituendone il cuore.
Dal 1912 il Palazzo Ducale è sede della Galleria Nazionale delle Marche vi si trovano dipinti di importanza internazionale quali La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, la Muta e Santa Caterina d’Alessandria di Raffaello, la Città Ideale di Luciano Laurana, la Profanazione dell’Ostia di Paolo Uccello, la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca ed ancora Tiziano, Bellini, Crivelli, Berreguete, de Gand, Zuccari, Barocci etc.

Dal 1985, grazie agli ultimi lavori di restauro, è possibile visitare non solo la Galleria ma anche i sotterranei.
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