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Federico da Montefeltro

Federico da Montefeltro nasce nel 1422 e muore all’età di sessant’anni nel 1482. Dal 1437 fu signore della Massa Trabaria con capitale Sant’Angelo in Vado, e dal 1444 del Ducato di Urbino con capitale Urbino.
Figlio naturale di Guidantonio Montefelro e fratellastro di Oddantonio Montefeltro fu allevato da Giovanna Alidosi, moglie di Bartolomeo Brancaleoni signore della Massa Trabaria e di Sant’Angelo in Vado, e dopo poco fu legittimato dal Papa Martino V ad essere il legittimo erede di suo padre visto che non aveva avuto ancora figli maschi…..ma la sfortuna volle che in seconde nozze Guidantonio ebbe Oddantonio erede diretto di Guidantonio.Federico da Montefeltro

Guidantonio era già un valente uomo d’armi temuto dai suoi avversari per il suo coraggio e per scacciare la minaccia della guerra i suoi amici/avversari chiesero Federico come libero ostaggio alle loro corti. Per questo motivo Federico visse a Venezia e a Mantova venendo a contatto con l’arte e la cultura veneziana e frequentò a Mantova la scuola di Vittorino Feltre.
Uomo d’armi di grande valore iniziò ben presto la sua carriera di condottiero e  seppe conquistare fin da subito il rispetto e dell’amico e dell’avversario per le sue qualità. In un tempo buoi fatto di tradimenti  e cospirazioni Federico è un uomo di parola, leale verso il suo committente. Uomo di principi che echeggiano nel marcapiano del cortile d’onore del suo palazzo ducale e che mostrano la sua lungimiranza: giustizia, clemenza, liberalità. Seppe conquistare la lealtà dei suoi soldati di lui si ricordano la presa della
Rocca di Sassocorvaro detta “La testuggine e l’inespugnabile “Forte” di San Leo grazie all’aiuto del suo capitano messer Matteo Grifoni di Sant’Angelo in Vado.

Ma Federico non è solo uomo di armi è anche un grande umanista che chiama a se tutti i più importanti pittori, letterati, matematici, architetti, musici, alchimisti del momento. Urbino diventa la capitale della matematica ed il palazzo ducale la culla del Rinascimento italiano, alla corte di Federico lavorò Piero della Francesca, Luca Pacioli, Paolo Uccello, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Giovanni Santi padre di  
Raffaello, etc.

La cultura diventa uno stile di vita, Urbino ed il suo palazzo l’esempio da seguire. Baldassarre Castiglione scrisse il Cortegiano e disse “…un palazzo a forma di città…” e successivamente Montagne nel Journal de Vojage scrisse “… il palazzo ha più stanze che i giorni dell’anno…” questo per sottolineare il momento di grande splendore raggiunto con Federico da Montefeltro e mai più riavuto.

Battista SforzaFederico da Montefeltro ebbe due mogli, a quindici anni sposò Gentile Brancaleoni a Gubbio e da lei ricevette in dote la Massa Trabaria con capitale Sant’Angelo in Vado e successivamente, visto che non avevano avuto figli, la giovane, graziosa, intelligente Battista Sforza figlia di Alessandro signore di
Pesaro e Gradara.
 
Battista Sforza a cinque anni parlava già il greco ed il latino, donna di grande cultura sposò Federico all’età di quattordici anni dandogli sette figlie ed un figlio Guidubaldo Montefeltro, ma sfortunatamente dopo poco tempo dalla sua nascita lei morì.

Grande donna che seppe conquistare il cuore del signore e della città, quando Federico era fuori lasciava a lei il governo di Urbino. Strano uomo per il suo tempo e per il suo naso, indimenticabile il Dittico di Piero della Francesca che li ritrae lui con il cappello rosso ed il nasone e lei che incarna la perfetta principessa.

Nel 1474 ricevette il titolo di Duca da Sisto IV, l’Ordine della Giarrettiera e dell’Ermellino dal Re d’Inghilterra e dal Re di Napoli ed era già Gonfalone della Santa Sede.

 
 
 
 
 
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