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Buongiorno a tutti state per entrare a visitare la "Provincia Bella" ossia la provincia di Pesaro ed Urbino. Lo sapevate che, se oggi fa parte della regione Marche, un tempo era invece parte del Ducato di Urbino? Inoltre, sapevate che il Ducato era governato da quell’affascinante uomo di nome Federico da Montefeltro, che riuscì a far diventare la sua terra la culla del Rinascimento? Costruì un palazzo definito dal Castiglione …un palazzo a forma di città…vi visse la bella Battista Sforza, che contribuì a far diventare la cultura uno stile di vita, Giovanna Montefeltro, chiamata la prefettessa, e la dolce, innamorata ma sfortunata Elisabetta Gonzaga e…..
Ma questa è stata anche la terra dei Malatesta, degli Sforza, dei Borgia e dei Della Rovere e dopo la morte di Francesco Maria II il 28 aprile 1631 tornò allo Stato Pontificio.


La provincia oggi si estende dal mare ai monti, dalla Costa Adriatica ci si può spostare e visitare le nostre belle, dolci, suggestive colline oppure i suoi conturbanti monti: il Nerone, dove Montalbini ha eseguito l’esperimento del vivere un anno in grotta in assenza di tempo e spazio, ed il Catria; poi i suoi fiumi come ad esempio il Metauro cantato dal Tasso "…….il fiume degli innamoramenti improvvisi e duraturi…". Ma non si può dimenticare Bocca Trabaria ricca di storia e di natura, è da lei che passavano le travi che sono servite a costruire la Cappella Sistina; il Parco Naturale del San Bartolo, del Sasso Simone e Simoncello e della Gola del Furlo con le abbazie del VII, IX, X secolo disseminate sul territorio. E' terra di Castelli incantati e di Rocche magiche, basti pensare al Castello di Gradara, alla Rocca di Sassocorvaro o al Forte di San Leo.

La provincia di Pesaro e Urbino è ambiente, arte, cultura, e se desiderate scoprirla lo dovrete fare attraverso i cinque sensi: la vista per ammirare e non semplicemente guardare, il tatto per toccare, l’olfatto per annusare, l’orecchio per ascoltare suoni e rumori, il gusto per assaporare….., vi menziono solo alcuni dei prodotti tipici locali: Re tartufo, il Tuber Magnatum Pico di Sant’Angelo in Vado che assieme ad Alba sono le due capitali del tartufo bianco pregiato, il formaggio di fossa di Talamello, l’olio di Cartoceto, il Vino Santo sempre di Sant’Angelo in Vado, il bustrengo di Urbania, il crostolo dell’entroterra di Urbino, la polenta di Piobbico, etc.
Questo e molto altro è la nosta provincia ma per visitare ciò che è stato citato e per conoscere il resto non vi resta che
contattarci.





Nell’area del Campo della Pieve, oggetto degli ultimi scavi condotti dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ancona, si è messa in luce l’intera articolazione di una grande domus gentilizia eretta verso la fine del I° secolo d.C. ampia circa 1.000 metri quadrati e impreziosita da un ricco complesso di mosaici figurati, rappresenta il più cospicuo ritrovamento archeologico venuto in luce negli ultimi 50 anni. L’elevato numero di figure per lo più legate alla mitologia classica, l’hanno fatta battezzare “Domus del Mito”.
Tali pavimenti musivi, di buona e ottima qualità, e per lo più splendidamente conservati, esibiscono soggetti vari che mostrano l’inserimento dell’antica città di cartoni e maestranze specializzate e la presenza in essa di una committenza colta e raffinata.

Fra i temi raffigurati (molti in raffinata policromia) spiccano: Nettuno ed Anfitrite sul carro condotto da cavalli marini; busto di Dioniso; testa della Medusa al centro di un cerchio di squame; riquadro con la caccia: sontuoso mosaico del triclinio con emblema dei pesci e quaranta medaglioni figurati, oltre ad un complesso repertorio di motivi geometrici in bianco e nero.

[Domus du "Mythe" (en francais)]

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